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Abbiamo intervistato Celeste Cagnazzo, Senior Clinical Research Coordinator e Project Manager di Città della Salute e Scienza di Torino – Ospedale Regina Margherita

per capire insieme come coniugare la tecnologia e lo Human Touch nei Clinical Trials

15 Febbraio 2022 Interview

Come coniugare tecnologia e Human Touch nei Clinical Trials?

Sicuramente la pandemia ci ha insegnato una cosa fondamentale: fare ricerca clinica in maniera più semplice è possibile. E ovviamente la tecnologia deve essere una nostra alleata.

Home nursing, invio del farmaco al domicilio del paziente, app, telemedicina, iter regolatori paperless. Sono tantissime le novità con cui, per ovvi motivi, abbiamo dovuto fare i conti negli ultimi due anni. La pandemia ha costretto improvvisamente, e senza preavviso, la comunità della ricerca clinica a fare a meno della vicinanza fisica al paziente, con un impatto significativo sulla raccolta dei dati e il monitoraggio della persona. Un accenno di rivoluzione, in una Nazione in cui la parola “trial decentralizzato” fino a poco tempo fa sembrava una eresia.

È una strada tutta in discesa? Le professionalità che operano attualmente nei centri clinici e presso il promotore (o i suoi intermediari) sono meno “indispensabili”?

Questo assolutamente no. La tecnologia è e sarà solo un potente alleato, ma non può e non deve sostituire l’human touch nella gestione delle sperimentazioni. 

Innanzitutto perché la decentralizzazione non potrà mai essere applicata a 360gradi, per lo meno non per tutte le patologie. Anche perché teniamo conto che operiamo in un Paese in cui lo sviluppo tecnologico è davvero limitato, cosi come le competenze della popolazione media, operatori sanitari inclusi in tale contesto.

Inoltre non dimentichiamo che la gestione di un DCT non riguarda solo l’adozione di nuove tecnologie abilitanti alla raccolta e condivisione sicura di dati con il team del Centro, ma soprattutto la capacità e competenza nel coinvolgere il paziente da remoto, dando continuità al suo percorso di cura. Riuscire a supportare in modo adeguato il paziente durante il percorso di sperimentazione clinica è il presupposto della qualità della cura e dell’affidabilità dei dati raccolti durante un Home Clinical Trial. Una sfida importante, in cui la formazione riveste un ruolo fondamentale.

Da ultimo, non dimentichiamoci che ancora non abbiamo un framework regolatorio ben definito per tutto ciò che riguarda DCT e intelligenza artificiale, segno che c’è ancora molto da fare.

Gli Home (o Decentralized) Clinical Trials sono il presente ed il futuro della Ricerca Clinica, ma non possono prescindere da un attento equilibrio tra la componente tecnologica ed umana. Tre le strade in cui dovremo impegnarci nell’immediato:

- identificazione di un iter regolatorio adeguato

- potenziamento tecnologico in ambito sanitario

- robusta formazione in ambito informatico/tecnologico, sia del personale sanitario che della popolazione